AIA Conegliano

La voce dell'arbitro: qui New York.

Qui New York. Dopo 8 ore di volo ti trovi nel nuovo continente, ti guardi intorno e tutto è come te lo sei sempre immaginato, come te l’hanno fatto vedere nei film. Due, tre giorni per adattarsi al fuso orario e poi si inizia a prendere il ritmo, il ritmo della vita americana che non ti lascia un attimo di tregua. La città che non dorme mai non ti dà il tempo per dormire, c’è sempre qualcosa di giorno o di notte che non ti permette di farlo, ti costringe a vegliare e girare in ogni dove per goderti ogni minimo particolare. Da lunedì a venerdì si lavora e la pausa pranzo ce la si prende molto velocemente appena c’è un po’ di tempo, senza orari precisi, senza ritmi precisi, e il metabolismo a volte ne risente. La sera si è stanchi, si vorrebbe riposare ma no, non si può, bisogna fare questo, bisogna fare quello, bisogna andare qua, bisogna andare là. Poi arriva il weekend, fuori di giorno, fuori di notte, si torna tardi ma la mattina non si può dormire, c’è altro da fare, da vedere e pensi che non avrai abbastanza tempo per fare tutto, una vita intera forse non basterebbe in questa città. La domenica sera c’è un po’ di ristoro, la stanchezza si fa sentire e allora dal divano si guarda cosa succede a Casa e si controllano i risultati delle partite, si rivedono i gol e ci si deprime vedendo la juve che continua a macinare belle figure in Italia e fuori. Poi la settimana ricomincia, il ritmo è troppo veloce, il tempo passa e non ci si accorge ma non ci si annoia mai. Ogni tanto si trova il tempo di andare a fare una corsetta in qualche parco ma c’è sempre troppa gente in giro e tanto rumore per le strade che non si riesce a concentrarsi. Non c’è l’atmosfera tranquilla dello stadio di Conegliano con il castello sullo sfondo e la compagnia dei colleghi, non c’è uno spazio così aperto, non c’è una pista, non c’è un campo di calcio. Dicono che quello che non trovi a New York non lo trovi in nessun altro luogo al mondo. Forse è vero, ma l’aria di casa, l’aria delle colline non la trovo qui. Forse quello che mi manca di più, in fondo…è il profumo dell’erba, soprattutto in primavera.

Un saluto a tutti! Ci vediamo a maggio!